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Evasione lampo dal carcere minorile, il Sappe: «È emergenza, protesta eclatante se rimarremo inascoltati»

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Caltanissetta – Evasione lampo di due detenuti dal carcere minorile di Palermo. Ma sono stati intercettati dalla polizia penitenziaria in tempi brevi. Lo ha ufficializzato Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe.

«Mentre i detenuti minorenni si trovavano al piazzale dei passeggi, da una cella venivano calate delle lenzuola, poi utilizzate da due minori- uno di origini italiane e l’altro marocchine – per scavalcare la rete per darsi alla fuga. Subito il personale di polizia penitenziaria si è prodigato per riprendere gli evasi, catturati alla stazione ferroviaria Notarbartolo». Da qui il plauso del Sappe «al personale dell’istituto penale per minorenni di Palermo che ha saputo gestire con fermezza e professionalità la situazione evitando che i detenuti potessero sparire nel nulla definitivamente».

Poi, l’analisi dello stesso Capece sull’emergenza carceri , passando anche per la tema stranieri.

«È sintomatico che negli ultimi dieci anni ci sia stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15 per cento egli anni ’90 sono passati oggi ad essere quasi 20mila. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d’origine può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia. Il dato oggettivo è però un altro: le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili», ha osservato.

 E, rivolgendosi al capo del dipartimento per la giustizia minorile e di comunità Antonio Sangermano, il sindacato ha rinnovato «l’invito ad incontrare il Sappe per affrontare i temi che sono nella sua delega, cioè i detenuti, malati psichiatrici, riorganizzazione istituti, media sicurezza. Ma chiediamo anche l’immediata applicazione dell’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario, che prevede restrizioni adatte a contenere soggetti violenti e pericolosi».

Per lo stesso Capece vi sarebbero misure da adottare. «Sarebbe opportuno -ha chiarito in tal senso – dotare al più presto la polizia penitenziaria del taser o, comunque, di altro strumento utile a difendersi dalla violenza di delinquenti che non hanno alcun rispetto delle regole e delle persone che rappresentano lo Stato».

Se la voce del sindacato dovesse rimanere inascoltata lo stesso Capece «non esclude clamorose forme di protesta dei poliziotti, perché ormai il tempo delle interlocuzioni è finito: in questi ultimi anni ci siamo recati in ogni istituto di pena del Paese, per adulti e minori, abbiamo pazientemente ascoltato il personale, abbiamo scritto e riscritto alle varie autorità competenti, ma ci rendiamo conto che chi di dovere non ha ancora intrapreso le iniziative che abbiamo richiesto e che ci aspettavamo», è l’appunto fortemente critico dei vertici del Sappe.

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