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Incendio e corruzione, per la secondo volta la cassazione annulla la sentenza per un imprenditore

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Caltanissetta – Secondo passaggio in Cassazione e nuovo annullamento della sentenza. Quasi un piccolo record per un imprenditore nisseno finito al centro, una decina di anni fa, di una maxi inchiesta, ribattezzata «Les jeux sont faits» incentrata su presunto truffe allo Stato con slot-machine ritenute truccate.

Ora per il quarantaduenne  Matteo Allegro  – assistito dall’avvocato Dino Milazzo) – è arrivato l’annullamento con rinvio di una sentenza che lo ha riconosciuto colpevole d’incendio d’auto e corruzione, mentre era già stata annullata, nel precedente passaggio al cospetto degli “ermellini”, l’ipotesi più grave di concorso esterno in associazione mafiosa.

Il ricorso della difesa è stato presentato sull’entità della pena che gli è stata comminata per le due imputazioni per le quali è stato riconosciuto colpevole.

Troppi quei 3 anni e 4 mesi che gli sono stati comminati. Tant’è che la stessa procura generale ha condiviso la tesi della difesa chiedendo la revisione di quel verdetto.

Così, dopo l’annullamento per mafia, adesso la cassazione ha annullato pure la sentenza nella parte relativa all’affermazione di responsabilità per incendio – riferito al rogo d’auto appartenente a una donna che si è costituita parte civile nei confronti dello stesso imprenditore – e corruzione.

La pena andrà rideterminata in un nuovo procedimento da celebrarsi dinanzi la corte d’Appello di Caltanissetta. E sarà un appello “bis”

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