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Intervista all’architetto Di Vita, progettista del centro parrocchiale  di Cristo Re

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Il gesto sacro. In occasione della cerimonia inaugurale del centro parrocchiale  di Cristo Re abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con uno dei progettisti dell’ambiziosa struttura, dal carattere inequivocabilmente razionalista, l’architetto Giuseppe Di Vita, nota firma di architettura sacra, nonchè direttore del Museo Diocesano di Caltanissetta. Diverse sono state quindi, per Di Vita, le opportumità di confrontarsi con la dimensione del sacro giungendo quasi alla conclusione che proprio negli edifici di culto, ed affini, si cela l’essenza di tutta l’architettura stessa. La soglia e la luce, due temi dalla fortissima valenza simbolica e dall’attualità sconvolgente. Il recinto come spazio del sacro. Qui la luce è restituita dai camminamenti scanditi dalla rigorosa geometria in un gioco di volumi bicromo che affida alle ampie vetrate la totale fruizione dell’illuminazione. Volumi puri per misurasi con l’infinito attraverso la finitezza del manufatto architettonico che vuole esprimere i valori della collettività.

Domanda: “Quando ha avuto inizio l’idea del progetto”?

Risposta: “Nel 2017, per volontà del Vescovo, Mons. Mario Russotto e del parroco della parrocchia di Cristo Re, sac. Salvatore Tuzzeo.

Domanda: “Quale è stato l’iter burocratico da seguire? E se è stato difficile”

Risposta: Si è fatta richiesta alla Conferenza Episopale Italiana per un contributo all’edificazione di nuovi locali parrocchiali. Il vecchio prefabbricato posizionato lungo la via Garibaldi risultava obsoleto anche perchè esistente già prima della realizzazione della nuova chiesa. Non è stato semplice ottemperare alle richieste della CEI: numero di aule, dimensione di ogni singola aula del salone e, non ultima, l’esigenza di dotare la struttura di ascensore. E’ stata necessaria una continua interlocuzione tra Vescovo, parroco, progettisti e uffici della CEI di Roma. Sono state necessarie diverse simulazioni 3D del progetto per verificarne ante litteram l’inserimento all’interno del contesto e il “dialogo” con la chiesa esistente.

Domanda: “Alla fine siete riusciti comunque a convincere della bontà del progetto”

Risposta: Soltano nei primi mesi del 2019 la CEI ha accolto la proposta del Vescovo e, nel mese di agosto dello stesso anno, il Comune di Mussomeli ha tempestivamente autorizzato il progetto.

Domanda:”Quando sono iniziati i lavori”?

Risposta: “Nel settembre del 2019 e si sono conclusi solo nei giorni scorsi a causa dei rallentamenti subiti per via della pandemia.

Domanda: “Cosa vi sentite di aver progettato per la comunità”?

Risposta: “Un sogno! Un complesso parrocchiale che può vantarsi come tra i più completi dell’intera diocesi, dotato di aule varie, un’ampia sala liturgica, salone parrocchiale, campo di calcetto e ampi spazi esterni. E tutto ciò per un paese dell’entroterra che conta appena diecimila anime all’incirca davvero non è poco!

Domanda: “Chi sono, oltre a lei, le firme del progetto”?

Risposta: “L’ingegnere Enzo Canalella che ha collaborato con Itinera Studio Associato degli ingegneri Cataldo Pilato, Filippo Maria Vitale e il sottoscritto.

Domanda: “Quanto misura complessivamente l’area”? Una curiosità che sa un pò di problemi di geometria di terza elementare.

Risposta: “Il progetto complessivamente si estende per 380 metri quadrati e si sviluppa su tre livelli. E’ dotato di impianto di riscaldamento a Gas Metano, mentre gli infissi esterni sono in PVC.

Domanda: “Le condizioni che hanno determinato la forma finale del manufatto architettonico”

Risposta: La necessità di ridurre al minimo l’impatto del volume sulla via Garibaldi. Perciò si è pensato al volume aggettante del secondo livello che peraltro ha anche il vantaggio di non chiudere la vista al portone d’ingresso della chiesa. Al terzo livello c’è un’ampia terrazza.

Domanda: “I fondi CEI hanno coperto il 100% dell’importo”?

Risposta: “No. Solo per il 60% circa. Per ottemperare al resto delle spese la Parrocchia ha acceso un mutuo che dovrà coprire con l’aiuto dei fedeli”

Per quanto riguarda l’esecuzione dei lavori invece abbiamo chiesto a Michelangelo Geraci, amministratore dal ’96 di Eredì l’impresa di Mussomeli che ha eseguito i lavori come si è svolta la conduzione dei lavori. “E’ stato un piacere aver contribuito alla riqualificazione di un’area interna del paese, i lavori sono andati avanti senza alcuna difficoltà in corso d’opera”. Così Geraci, già presidente ANCI di Caltanissetta e vice nazionale dimessosi per eccesso di impegni nel 2019. A Eredì va inoltre riconsciuto il merito di avere eseguito i lavori del campetto apportandoli come miglioria all’intero progetto a titolo assolutamente gratuito.

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