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L’ASP pone fine alla quarantena volontaria di 4 famiglie. I coniugi Cruschina: “Disagi ma esperienza formativa”

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MUSSOMELI – Sono tutti sani e non c’è nessun pericolo di contagio del Coronavirus . Lo certifica l’Asp che oggi, dopo quasi due settimane,  ha posto fine alla quarantena volontaria a cui si sono sottoposte quattro famiglie mussomelesi, al rientro da Cinto Euganeo . Una decisione responsabile e meritoria presa dall’ingegnere Enzo Cruschina, imprenditore che era stato in Veneto insieme a quattro operai per lavoro e, al rientro, lo scorso 18 febbraio, nonostante nessuno presentasse sintomi compatibili con un possibile contagio, non ha avuto dubbi e tentennamenti: è subito uscito allo scoperto, ha avvertito le autorità competenti e intimato alla propria famiglia e a quelle dei dipendenti di isolarsi in via precauzionale, per rispetto degli altri. “All’inizio non è stato facile – spiega insieme alla moglie, l’insegnante Teresa Canalella – ci sono stati i disagi, i bimbi non sono andati a scuola. Si sapeva poco di questo virus, non era ancora scoppiato il caso mediatico. Però al di là di qualche pettegolezzo dettato da ignoranza  e disinformazione, siamo stati inondati da affetto e solidarietà. A partire dai genitori dei compagni di scuola delle nostre figlie che, dopo aver spiegato loro i motivi della scelta, ci hanno dimostrato vicinanza oltre ogni immaginazione. Così  come la stragrande maggioranza della comunità mussomelese ha supportato in modo convinto la nostra decisione. In un primo momento eravamo disorientati, le informazioni erano  scarse e frammentarie. Poi questo isolamento è stata occasione di riflessione e ha cementato ancora di più l’unità familiare. Viviamo tempi frenetici e questa quarantena è stata occasione per stare intimamente insieme, per riflettere, per non dare nulla per scontato: dalla salute, alla famiglia, agli amici. E’ stato una esperienza di grande discernimento interiore. non è stato facile ma lo rifaremmo.  Pensiamo  che sia stato giusto non uscire, soprattutto per far stare più tranquilli tutti. Volevamo evitare preoccupazioni, specialmente per i bambini che vanno a scuola. Ringraziamo tutti i concittadini che non ci hanno mai fatto sentire soli.“.

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