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Mala gestio della discarica Stretto,  la pg: «Percolato inquinante nel terreno e in un torrente» 

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Caltanissetta – Gli ispettori della polizia giudiziaria rilevarono irregolarità nella discarica. Percolato inquinante che sarebbe finito nel sottosuolo e che avrebbe pure inquinato un torrente. E lo hanno ribadito tra i contenuti del procedimento a carico di ex amministratori pubblici, funzionari e tecnici, finiti al centro dell’inchiesta per la sospetta mala gestio della discarica di contrada Stretto Giordano.

Indagine che si era scissa in due filoni per via di proscioglimenti e rinvii a giudizio e che, poi, è confluita di nuovo in un unico calderone perché la procura generale ha impugnato i proscioglimenti e la corte d’Appello di Caltanissetta, successivamente, in seduta camerale ne ha disposto l’apertura di un procedimento.

Quello che adesso sta muovendo i primissimi passi nei confronti degli ex sindaci  di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, Michele Campisi e Salvatore Antonio Messana; l’ex presidente del Cda dell’Ato Cl1, Giuseppe Cimino;  l’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune, Gaetano Corvo; l’allora commissario liquidatore dell’Ato, Maria Elisa Ingala; Graziano Scontrino ex direttore tecnico dell’Ato ; Salvatore Rumeo,  responsabile dell’area tecnica della società d’ambito e Sergio Montagnino direttore tecnico della discarica per conto dell’Ato.

Gli  imputati  – assistiti dagli avvocati Raffaele e Riccardo Palermo, Giuseppe e Francesco Panepinto, Sergio Iacona , Giacomo Butera, Maria Giambra, Salvatore e Antonio Falzone, Fausto Giunta, Sonia Tramontana e Maria Licata – sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di disastro ambientale e adulterazione o contraffazione di acque.

Nei loro confronti, il Comune capofila del disciolto Ato,  ministero dell’Ambiente e della salute e il Wwf  – assistiti dagli avvocati Mariangela Randazzo, Giuseppe Spina e Salvatore Patrì – sono parti civili.

I fatti in questione si riferiscono al periodo che va dal 2006 e per gli otto anni successivi. In questo arco temporale, secondo l’accusa, la discarica sarebbe stata inquinante per anomalie nella conduzione e “leggerezza” nella sorveglianza.

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