Home Cronaca Maxi sequestro di beni ai Li Pera, possibile una “super perizia”

Maxi sequestro di beni ai Li Pera, possibile una “super perizia”

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Caltanissetta – Se per la procura denaro e beni sarebbero più che sospetti, per gli esperti di parte assolutamente no. Tutto sarebbe improntato sull’assoluta trasparenza.

E tante e tali sono state le osservazioni che, alla fine, il tribunale ha ritenuto che dovrà affidarsi a una “super perizia”.

Così nel procedimento di natura patrimoniale incentrato sul maxi sequestro di beni a carico dell’imprenditore Giuseppe Li Pera, dei figli Pamela, Isabella e Alessandro e Salvatore D’Antoni  – assistiti dagli avvocati Ernesto Brivido, Daniele Osnato e Rudy Maira – genero dello stesso Li Pera senior.

In aula l’audizione di un altro consulente di parte ha messo in discussioni le deduzioni dell’accusa sulla provenienza di denaro per l’acquisto di un immobile.

Uno dei tanti beni al centro della misura che ha colpito la famiglia Li Pera. Perché il provvedimento del tribunale, nella sua complessità, tocca beni per un valore di oltre dieci milioni di euro.

La misura, eseguita dalla Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta su richiesta della procura e mandato del tribunale, è scattata nel luglio di due anni addietro.

Apponendo i sigilli a otto società che operano nel settore delle costruzioni, dell’eolico e villaggi turisti. Nel calderone qualcosa come nove beni immobili e 150 rapporti bancari.

Il sequestro ha affondato le radici in vecchi problemi giudiziari vissuti dallo stesso imprenditore che, in passato, è stato coinvolto e poi condannato nell’inchiesta sul cosiddetto «sistema Siino».

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