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Morto suicida in cella, alla sbarra direttrice di carcere e medico

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 Caltanissetta – Omicidio colposo e mancata vigilanza. Sono le contestazioni che pendono su un dirigente di carcere e un medico per una morte in cella.  Quella di un detenuto nisseno.

Parentesi che vedrà sul banco degli imputati la direttrice della casa di reclusione di Augusta, Angela Lantieri di 64 anni e il medico trentunenne, Emanuela Maria Musto  – assistiti dagli avvocati Valerio Vancheri, Massimo Vitale e Michelangelo Mauceri – i soli su un lotto di quattro iniziali indagati per i quali è stata disposta l’apertura di un processo.

Tutto ruota attorno al decesso del quarantenne nisseno Emanuele Puzzanghera, indicato come “detenuto fragile”, che s’è tolto la vita in carcere la sera del 14 maggio 2021.  Un proposito che, in qualche modo, durante qualche colloquio  avrebbe anche manifestato.

Lui che ai magistrati, nel suo breve periodo di collaborazione con i magistrati nisseni, aveva anche rivelato un presunto progetto d’attentato contro il giudice Giovanbattista Tona, di cui avrebbe appreso in carcere. Poi il programma di protezione gli è stato revocato dal servizio centrale perché è stato arrestato per una serie di furti in appartamento a Udine.

E adesso il padre, Giuseppe Puzzanghera, le sorelle Rosa  e Maria Vanessa

Puzzanghera e la compagna, Catena Tortorici  – assistiti dall’avvocato Ernesto Brivido – si sono costituiti parti civili.

Inizialmente ai due imputati è stato contestato il reato di istigazione al suicidio. Ma poi la procura ha riformulato l’imputazione e ne ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per mancata vigilanza e omicidio colposo.

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