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Mussomeli, ieri ingiustificata caccia alle scorte. L’assalto a supermercati e distributori

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Mussomeli –Distributori presi d’assalto e non pochi disagi per il traffico veicolare. Lunghe code ai distributori di carburante e intralcio alla circolazione. La corsa ai “rifornimenti”  ha fatto registrare nel pomeriggio di ieri lunghe file di automobilisti in cerca di accaparrarsi “le ultime scorte”. A causa della guerra o per lo sciopero dei tir non ci è dato sapere. Sta di fatto che, nel marasma generale, determinato da caro carburante e paura di rimanere a secco, ad ogni buon ipocondriaco che si rispetti è parso opportuno rimpinguare le riserve in (pre)visione del peggio. Di combustibile ma  non solo. La notizia della revoca dei blocchi  stradali è arrivata solo nella serata di ieri, ragion per cui il paventato rischio di stop agli approviggionamenti può essere stato uno dei motivi che ha indotto molti  nella  piccola comunità montana a mobilitarsi per il pieno carburante il cui costo lievita giornalmente a vista d’occhio… e di portafoglio. Altra causa questa che, in vista delle ripercussioni del conflitto russo-ucraino, sull’economia mondiale può aver contribuito al panico di massa. E mentre il caro benzina, secondo le stime degli ultimi mesi, ha fatto registrare rincari -apparentemente ingiustificati- per oltre il 20%, la corsa alle scorte non ha risparmiato neanche gli scaffali dei supermercati. Qualcuno non ha disdegnato nemmeno l’idea di spostarsi un pò oltre i confini del proprio abitato nella speranza di trovarvi più assortimento. L’ansia generale sembra non aver risparmiato nessuno facendo financo riemergere fobie tipiche del primo annunciato lockdown. “Una gabbia dalla quale non si riesce ad uscire. Prima  lo spettro del virus che -verosimilmante abbiamo tuttora in casa e che incombe come una presenza invisibile e costante, ora la guerra della quale già si avvertono gli effetti, disastrosi peraltro!. Bollette di gas ed elettricità triplicate che impietose annunciano il triste Buongiorno a molti -se non a tutti-  e il rischio di rimanere senza forniture di energia elettrica che ha fatto dire a Draghi che “è necessario riaprire le centrali a carbone”. Davvero chiedersi da che parte stiamo andando e soprattutto dove andremo a parare sembra ad oggi più un imperativo morale che uno sterile lusso dell’anima.

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