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Nisseno muore in cella, scattano autopsia e inchiesta

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Caltanissetta – Autopsia sul corpo di un detenuto nisseno che si è tolto la vita al carcere di Augusta. E, parallelamente, nell’inchiesta avviata dalla procura di Siracusa sono finiti quattro nomi.

La nuova indagine ruota attorno al decesso di un ex collaboratore di giustizia nisseno, il quarantenne Emanuele Puzzanghera, che ha deciso di farla finita all’interno della cella in cui era rinchiuso per scontare una condanna. I suoi familiari – assistito dall’avvocato Ernesto Brivido – sono parti offese.

E così i nomi del direttore della struttura, del capo degli agenti di polizia penitenziaria, di un agente di polpen e del responsabile degli educatori sono finiti nel registro degli indagati per omicidio colposo.

La procura, intanto, ha affidato l’esecuzione dell’esame autoptico al medico legale di Catania, Giuseppe Ragazzi. Servirà a chiare le cause della morte anche se sarebbero avvenute in circostanze che non lascerebbero dubbi. La procura, però, ha acceso i riflettori su ipotetiche condotte omissive da parte degli indagati, ognuno in funzione del proprio ruolo professionale.

Già in passato la vittima era stata protagonista di uno sfogo per presunti ritorsioni subite da suo familiari per la sua scelta di collaborare con la giustizia.

Ma da diverso tempo non era più nel programma di protezione perché poi era stato arrestato per furti in appartamento nel  Friuli-Venezia Giulia.

Ora la sua morte in cella, per suo stesso volere, con l’inchiesta che ne è derivata e l’esecuzione, sulla salma, dell’esame necroscopico.

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