Home Cronaca «Non era lui il mandante», boss assolto per un omicidio

«Non era lui il mandante», boss assolto per un omicidio

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Caltanissetta – Alla fine non hanno retto le accuse nei confronti di un boss. Che era stato tirato in ballo nelle veste di mandante di un delitto consumato ben oltre un trentennio fa. Era stato toccato già da precedenti indagini ma poi il suo nome era uscito dal dossier. Sono state nuove rivelazioni di collaboranti a tirarlo nuovamente in ballo, fino a trascinarlo alla sbarra.

Ma alla fine è arrivata l’assoluzione per il capomafia Antonio Rinzivillo tirato in ballo per l’omicidio di Cristoforo Verderame, gelese assassinato nel Milanese nel lontano 1988 e ritenuto vicino alla Stidda. Ed è in seno a una presunta guerra di mafia tra le due organizzazioni che sarebbe esplosa in Lombardia, che è stato inquadrato il delitto Verderame.

Per il boss, rinchiuso in regime di carcere duro da diversi anni, la procura milanese aveva chiesto la condanna al carcere a vita ritenendo che fosse stato lui a ordinare l’uccisione del presunto rivale.  Così come, d’altronde, anche i familiari della vittima costituiti parte civile.

Ma alla fine la corte d’Assise ha ritenuto che il capomafia non sia stato la mente di quella missione di morte che sarebbe maturata – secondo la tesi degli stessi inquirenti – in ambienti di mafia.

A inchiodare Rinzivillo erano state le rivelazioni di un collaboratore di giustizia niscemese, Antonino Pitrolo, il quale oltre ad autoaccusarsi per questo omicidio ha tirato in ballo il boss gelese. Ma alla fine questa tesi, sostenuta anche dall’accusa, non ha retto al vaglio dei giudici.

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