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Perquisito il covo di Messina Denaro, niente documenti ma l’ispezione dei carabinieri va avanti

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Palermo – Trovato e perquisito il covo del boss trapanese Matteo Messina Denaro. Il nascondiglio era nel pieno centro abitato di Campobello di Mazara.  Non a caso zona di residenza del suo autista, Giovanni Luppino, arrestato con lui nella clinica palermitana. Il boss, presumibilmente, non si sarebbe mai allontanato dalla Sicilia e soprattutto dalla sua area, il Trapanese.

Il rifugio segreto di è stato passato al setaccio dai carabinieri del Ros e, con loro, il procuratore aggiunto Paolo Guido che ha seguito tutte le operazioni.

Per ore i militari hanno setacciato il nascondiglio e lì, dentro, non sarebbero state trovate armi. È caccia ai preziosi documenti che sarebbero appartenuti a Totò Riina e di cui Messina Denaro sarebbe stato custode dopo la cattura del “padrino” corleonese.

Ma secondo le prime indiscrezioni non sarebbe saltato fuori nulla di tutto questo.  Solo effetti personali per il momento. Ma il lavoro dei militari prosegue incessantemente e la perquisizione va avanti.

A differenza di quanto accaduto dopo il   15 gennaio del 1993, quando a Palermo fu catturato Totò Riina e il suo covo di via Bernini fu controllato soltanto parecchi giorni dopo – quando era stato già svuotato di tutto – questa volta, trent’anni dopo, immediatamente il nascondiglio di Matteo Messina Denaro è stato individuato e i carabinieri del Ros lo stanno passando ai raggi X.

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