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Rapina in un’armeria, sconto di pena per un settantenne

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Caltanissetta – Sconto di pena per un pensionato che avrebbe spalleggiato le pronipoti per una rapina in un’armeria. Lo ha ottenuto nel secondo grado del giudizio dalla corte d’Appello di Caltanissetta presieduta da Maria Carmela Giannazzo.

È il settantenne nisseno Rosario Nicosia – difeso dall’avvocato Calogero Buscarino – tornato sul banco degli imputati per rispondere di concorso in rapina aggravata e porto d’armi e proiettili.

L’ultima imputazione è caduta e così la condanna è stata ridotta a 2 anni e un mese. Di contro la procura generale ha chiesto la conferma del precedente verdetto che si era chiuso con la condanna a tre anni e una multa di 600 euro.

Restano ferme le statuizioni nei confronti della parte civile, il commerciante nisseno Filippo C. – assistito dall’avvocato Salvatore Candura- in passato proprietario di un’armeria in citta –  adesso quell’attività ha cessato di esistere – che prima sarebbe stato narcotizzato per poi essere alleggerito in negozio di pistola e cartucce.

A lui era stato già riconosciuto il diritto a un risarcimento dei danni da stabilire successivamente con un procedimento di natura civile.

La rapina è stata consumata il pomeriggio del 6 ottobre di sei anni fa. Quando una ragazza, pronipote dell’attuale imputato, avrebbe versato un potente ansiolitico in una bevanda poi fatta sorseggiare all’armiere. Quando la sostanza ha fatto effetto e lui si è assopito, la donna avrebbe portato via dall’armeria una pistola una «Taurus» 357 magnum e 150 cartucce.

Secondo la tesi accusatoria Nicosia avrebbe accompagno la pronipote – già condannata in un altro procedimento – prima della rapina e l’avrebbe ripresa in auto dopo l’azione.

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