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Scoperte dal cane «Enea» mentre portavano droga in carcere, denunciate moglie e sorella di un detenuto

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Caltanissetta – Scoperte da un cane mentre portavano droga in carcere al familiare detenuto al Pagliarelli. E le due donne sono state denunciate per traffico di stupefacenti e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti, il nuovo reato previsto in questi casi.

L’operazione è stata effettuata della polizia penitenziaria con al loro fianco il nucleo cinofili dei baschi azzurri. Ed è stato proprio «Enea», cane addestrato per la ricerca di droga, a incastrare le due donne.

Sì, perché ha consentito di scovare hashish che sorella e moglie di un detenuto stavano tentando di far entrare in carcere.

Il cane antidroga ha fiutato “fumo” addosso a una cinquantatreenne, sorella di un detenuto. La sostanza, saltata fuori durante la successiva perquisizione, era stata nascosta nel reggiseno. Cinque ovuli in tutto, già confezionati per un peso totale di poco superiore agli otto grammi.

Anche la moglie del recluso, a quel punto, è stata sottoposta a perquisizione. E all’interno del reggiseno le è stata trovata una nanosim telefonica perfettamente funzionante ed una scheda microsd.

I controlli, su disposizione della a procura nel frattempo informata ,  si sono poi estesi alle abitazioni delle due donne.

E, come spiegato dal segretario regionale per la Sicilia del sindacato autonomo polizia penitenziaria, Calogero Navarra, «è un fenomeno sempre più in crescita, quello dei tentativi di introduzione di sostanze stupefacenti a livello nazionale negli istituti di pena e di materiale per le  comunicazioni. L’operazione è la testimonianza della professionalità della polizia penitenziaria, che oltre a partecipare attivamente all’opera di rieducazione e trattamento, svolge con abnegazione e competenza l’attività di polizia», ha osservato lo stesso segretario del Sappe.

Poi, l’appello del segretario generale dello stesso sindacato, Donato Capece, rivolto «al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria…  rinnovo la richiesta di interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai reparti di polizia penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica di ultima generazione per contrastare l’indebito uso di telefoni cellulari o ogni altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani».

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